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I Beni dimenticati
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Carlo Ripolo

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Profilo - Carlo Ripolo
30 settembre 2004 alle 16:31:07 Profilo - Carlo RipoloInvia un messaggio privato Rispondi quotando
La storia urbanistica ed economica della Calabria è stata condizionata da ricorrenti terremoti, tra i quali devastanti quelli del 1783 e del 1908, e da continui eventi alluvionali. Mario La Cava, nella raccolta di articoli “I misteri della Calabria”, dice che “…troppo disastrosi sono stati i terremoti che hanno scosso la terra di Calabria, troppo violente le guerre che si sono susseguite attraverso i secoli nel Medioevo, troppo lunga la decadenza delle Istituzioni perché, insieme alla miseria che ne è nata, si siano potuti conservare i monumenti del passato. Città intere andarono distrutte, il paesaggio calabro è privo di quei solenni ricordi architettonici della sua grande civiltà greca che costituiscono la gloria della Sicilia e della Campania. I castelli dell’epoca medioevale sono in sfacelo…Dell’antica civiltà greca solo una colonna si erge impavida agli assalti dei millenni…quasi a testimonianza di quello che fu un giorno la Calabria…”

Molti sono i centri collinari semidistrutti e abbandonati dagli abitanti che costruirono in zone più a valle, morfologicamente più sicuri. Quel poco che è sopravvissuto dei centri storici, che rappresentano un notevole patrimonio architettonico, purtroppo ha subito la devastazione e le offese degli uomini. Infatti tutte le amministrazioni locali degli ultimi 100 anni hanno cercato di completare l’opera di distruzione, tranne che rarissime illuminate eccezioni, attraverso una gestione approssimativa superficiale e incompetente.

Beni dimenticati e non considerati dai poteri politici e culturali: non a caso infatti anche nell’elenco dei 39 siti italiani, su un totale di 788 a livello mondiale, che l’Unesco considera “patrimonio dell’Umanità” da salvaguardare e da valorizzare, la Calabria è una delle poche regioni che non figura pur avendone obiettivamente i titoli.

Solo in questi ultimi anni si nota una certa inversione di tendenza, ma in alcuni casi ormai è troppo tardi.
L’elenco di tali misfatti è lungo, come lunghi sono i tempi perché si possa formare una coscienza e una sensibilità ambientale.

Il patrimonio è vasto, il territorio è ricchissimo di beni artistici, architettonici ed ambientali. In ogni paese l’appassionato il curioso il ricercatore s’imbattono in opere “dimenticate”, dopo essere state spesso riutilizzate in modo vergognosamente improprio.
L’elenco è veramente lungo.

La “ricerca”, effettuata dal sottoscritto e inserita nel sito www.carloripolo.com, vuole essere un viaggio devozionale nel ricco patrimonio calabrese, con particolare riguardo a quella parte della Regione che va da “Pintammati alla Valle del Neto”, dove “tra i tanti beni dimenticati, qui sono ancora di più dimenticati”.

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